Luoghi dello spirito

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Luoghi dello spirito

Abbazie, monasteri e certose della Ciociaria...ad un passo dal cielo! Questo è l'itinerario sulle orme dei grandi santi: San Benedetto, San Bernardo, San Domenico e San Bruno. Sulle note dei canti gregoriani, è possibile ammirare l'eleganza dell'architettura cistercense, gustare gli elisir dei monaci per raggiungere lietezza d'animo e benessere del corpo. Visitando Montecassino, Casamari e Trisulti si svelano vere e proprie cittadelle monastiche, fonti di laboriosità che costruirono le fondamenta dell'Europa cristiana medioevale, fucine di cultura e di medicina.

ABBAZIA DI MONTECASSINO

Da 1500 anni fedele alla regola di san Benedetto "Ora et labora" e "Pace a questa casa e a tutti quelli che ne hanno dimora. Qui la pace troviamo, come invidiato tesoro nella sua più sicura custodia". Con queste parole Papa Paolo VI consacrò la nuova Abbazia di Montecassino, ricostruita fedelmente dopo i tragici bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (1944) che la ridussero in macerie. Un avamposto della Cristianità che ha resistito a qualunque tipo di evento: la venuta dei Longobardi, i terremoti e poi la Guerra. Montecassino è sempre risorta dalle sue ceneri, come la mitica araba fenice. Sin da un primo sguardo alle antiche porte bizantine del portale centrale della chiesa si può comprendere la ricchezza dei possedimenti dell'Abbazia: doni e presenti ricevuti tra l'VIII e il XII sec. su volontà di duchi, principi, re, imperatori e pontefici, e poi diventati il vasto patrimonio di feudi che fu la "Terrae Sancti Benedicti". Il monastero si sviluppa intorno a tre chiostri come imponente quadrilatero, custode di antichissimi manoscritti, codici miniati, incunaboli, paramenti liturgici, oreficerie sacre e persino le opere pittoriche di Sandro Botticelli, Luca Giordano e Pietro Annigoni. Ancora oggi, grazie ad una meticolosa ricostruzione, è possibile ascoltare il suono maestoso dell'organo del '700, composto da tre tastiere e 5200 canne, e ammirare il coro ligneo che, con le sue 82 sedute, dal 1600 fa da corona all'altare, dove sono custodite le spoglie di San Benedetto e sua sorella, Santa Scolastica.

ABBAZIA DI CASAMARI

Casamari, nella città di Veroli, è un angolo di Borgogna in Terra Ciociara. Infatti l'abbazia è stata modellata sullo stile della chiesa abbaziale di Pontigny: austera, elegante, non senza un'aura di misticismo. Si può dunque affermare che la chiesa e la sala capitolare di Casamari, offrono uno dei migliori esempi di architettura gotico-cistercense di matrice francese. Visitando il chiostro dell'abbazia, definito "una poesia in pietra", significa vivere momenti di meditazione e di riflessione. Si resta soggiogati dalla struggente eleganza di questa architettura, dal mistico silenzio degli spazi. I capitelli, come un terreno fertilissimo, danno vita a fiori e frutti, simbolo di abbondanza come in un giardino paradisiaco. In questo mare allegorico di pietra, sono modellate tre teste: quella di Pier delle Vigne, quella dell'abate Giovanni e la testa di Federico II. Proprio quest'ultimo, soggiornando a Casamari nel 1222, rimasto colpito dalla bellezza dei luoghi, concesse generosi privilegi e donazioni di terre a questa operosa comunità.

CERTOSA DI TRISULTI

È nell'anno 1000 che inizia la storia monastica di Trisulti, quando San Domenico da Foligno, dopo aver fatto un'esperienza eremitica nella grotta delle Cese, volle fondare il suo monastero benedettino, incastonato tra i monti Ernici. La bellezza del paesaggio e la purezza dell'aria, piacquero molto a Papa Innocenzo III che, nel 1203, fece edificare una certosa laddove i monaci, dopo aver raccolto le erbe officinali di questi rigogliosi boschi, erano soliti preparare elisir, unguenti e diversi tipi di farmaci. Non ingannino il luogo isolato e lo stile severo delle facciate: la certosa, dietro le sue numerose porte segrete, nasconde infatti stucchi dorati, marmi cangianti e cori lignei, con l'onirica rappresentazione di una serie di animali. L'ambiente più sorprendente è l'antica farmacia del '700, con le sue vetrine in stucco dorato e i vasi in vetro, recanti le scritte degli innumerevoli ingredienti utilizzati per confezionare farmaci e rimedi, alcuni dal nome bizzarro, come il corno di cervo, la tapioca, l'olio di Cades, la radice di scialanga e innumerevoli altri.

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