Sulle Orme di San Tommaso

Foto Credits: tesoridellazio.it

Sulle Orme di San Tommaso

Scoprite Roccasecca, Aquino e Monte San Giovanni Campano, le città in cui nacque, visse e fu imprigionato San Tommaso d'Aquino. Camminare tra i ruderi del castello di una delle più potenti famiglie di stirpe longobarda del tempo, raggiungere gli eremi del monte Asprano alla ricerca di una Montecassino bizantina cancellata dalla storia, entrare in una rarissima torre pentagonale. Suggestioni da provare, aprire la mente a nuovi orizzonti per scoprire la modernità di un uomo medioevale.

ROCCASECCA

"Caro Giovanni, non voler entrare subito in mare, ma arrivaci attraverso i ruscelli, perchè è dalle cose più facili che bisogna pervenire alle più difficili. Questo è dunque il mio parere, che ti servirà di regola". Questo scriveva San Tommaso ad un suo studente, con questo proposito iniziamo a salire verso Roccasecca, dove una piccola chiesa, a metà costa del Monte Asprano, quasi sospesa tra cielo e terra, attira la nostra attenzione. E' la chiesa di San Tommaso, la prima al mondo ad essere stata dedicata all'aquinate e fino al 1658 officiata dai monaci domenicani. Ricostruita dopo i bombardamenti del 1944, custodisce affreschi bizantineggianti staccati da alcune chiese rupestri benedettine, testimonianza della presenza di eremi e santuari incastonati su questi monti. Ancora più in alto, sul crinale di Monte Asprano, svettano i ruderi del castello dei d'Aquino, dove nel 1224 nacque Tommaso il quale - come predetto da un eremita- sarebbe diventato "Santo e Dotto". Un piccolo mondo antico ci attende nella frazione di Caprile, il cui nome ricorda l'economia pastorale del luogo, ricco di un fascino ancestrale che supera il tempo. Una tranquilla camminata sul sentiero ci consentirà di raggiungere un ampio belvedere che abbraccia le Valli del Sacco e del Liri, ammirando il santuario rupestre di S. Angelo in Asprano, luogo di romitaggio benedettino, dove si ammira il grande affresco dell'Ascensione con il Cristo Pantocratore (XII sec.)

AQUINO

Ottolina e Maria, prozie di Tommaso, per esaudire un voto, finanziarono la costruzione della chiesa dove, secondo la tradizione, pare sia stato battezzato Tommaso, ultimo rampollo di Landolfo d'Aquino di stirpe longobarda e di Teodora Carracciolo. Ubicata in cima ad un'altura che sovrastava la sponda di un lago, prosciugato nel XVI sec., Santa Maria della Libera è un bell'esempio di architettura romanico-benedettina, copia ridotta della chiesa abbaziale di Montecassino. L'interno austero è ricco di fascino, nelle sua mura si notano numerosi reperti anche di rilevante interesse archeologico e documentario, rinvenuti in quest'area. Una camminata nel borgo medioevale ci consente di raggiungere la torre e il palazzo dei d'Aquino, e la moderna basilica di S. Costanzo e Tommaso, dove si conserva una reliquia del santo donata agli aquinati. Al centro del paese, la moderna basilica-cattedrale dedicata a San Costanzo, vescovo locale, e a San Tommaso. Qui si conserva una reliquia del Santo, donata dall'arcivescovo di Tolosa. A rendere omaggio a San Tommaso, nel settimo centenario della sua nascita, fu Papa Paolo VI in visita ad Aquino nel settembre del 1974. Per quell'occasione, nella Piazza antistante la cattedrale, fu inaugurato il monumento realizzato dallo scultore faentino Angelo Biancini, autore anche delle sculture che impreziosiscono le absidi laterali della cattedrale.

MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO

Il castello ducale di Monte San Giovanni Campano fu costruito nel XI sec. e più volte rimaneggiato ed ingrandito, tanto da arrivare a contare ben settanta torri, due carceri e una serie di camminamenti interni per il trasferimento veloce dei soldati in caso di assedio. Nel 1238 vi fu tenuto prigioniero il giovane Tommaso, che tentava di raggiungere Parigi per completare gli studi ed entrare nell'ordine domenicano. La madre Teodora ordinò che il figlio fosse rinchiuso nel castello di Monte San Giovanni Campano e, nella speranza di convincerlo a rinunciare a quella scelta, fece introdurre nella cella una giovane fanciulla saracena, scacciata però da Tommaso con un tizzone ardente. Il giovane, riuscito a fuggire con la complicità della sorella, raggiunse Colonia dove completò gli studi con Sant'Alberto Magno, iniziatore dell'aristotelismo medioevale nel mondo latino. A causa della sua corporatura e del suo atteggiamento silenzioso, Tommaso fu chiamato il "bue muto" che - come predetto dal suo maestro- con il suo muggito scosse il mondo cristiano.

Hai delle domande ?

Puoi contattarci e ti risponderemo quanto prima, Puoi contattarci e ti risponderemo quanto prima Puoi contattarci e ti risponderemo quanto prima Puoi contattarci e ti risponderemo quanto prima Puoi contattarci e ti risponderemo quanto prima